Bimba Himba - © Pietro Tarallo

Bimba Himba – © Pietro Tarallo

Alla scoperta di altre culture, abitudini, alla scoperta della gente. Uno dei migliori regali che possiamo fare ai nostri figli.

Prendiamo la Namibia, e il suo popolo meraviglioso degli Himba e insegniamo ai nostri figli qualche cosa prima di partire, che loro possano riscontrare sul campo e viverlo nella vacanza.

Gli Himba (oggi sono circa 50.000) hanno iniziato la loro lunga marcia nel tempo e nello spazio, alla volta di queste terre, verso la metà del Cinquecento, quando erano ancora un unico popolo: gli Herero, il cui nome significa «popolo che decide».Una esigua minoranza decise di stabilirsi nel Kaokoland. È qui che presero il nome di Tjimba, ossia di «formichieri». Così li chiamarono con disprezzo i loro nemici, i Nama, perché come i quadrupedi dal muso affilato furono costretti a stanare gli insetti per sopravvivere quando, nel 1850, i Nama intensificarono le razzie contro le loro mandrie. Alcuni di loro guadarono il fiume Kumene e ripararono in Angola, dove vivono attualmente circa 3000 Himba. Furono gli Angolani a dare loro il nome di Ovahimba, che vuol dire «la gente che chiede la carità». Nome che conservano anche i circa 7000 Himba del Kaokoland.

Quattro elementi contraddistinguono la vita quotidiana di questo straordinario popolo.

Il latte: primo alimento di tutti noi e dei nostri bambini. Gli Himba si nutrono solo di latte fresco o cagliato. Al latte, come alimenti principali aggiungono carne di capra e pecora, zebra e colombe. Le prede sono abbattute con l’ausilio di un potente veleno, tratto dalla linfa dell’arbusto Adenium boemi-anum. Il latte è spesso mescolato a farina di mais, con cui forma una sorta di polenta bianchissima, che mangiano con le mani direttamente dalla pentola in cui viene cucinata.

I bambini sono i protagonisti della vita quotidiana dei villaggi himba. Costituiscono un bene prezioso, d’altra parte sono i pastori del domani.Amati e coccolati condividono con i loro genitori e gli altri adulti dei villaggi ogni istante, imparando fin da piccolissim ad accudire il bestiame e a rispettare le tradizioni della loro cultura.

A proposito di bestiame, per questo popolo è sacro. Tanto che le mucche sono uccise per essere mangiate solo in occasioni di matrimoni e funerali, e con un complesso rituale sacro. Il prestigio e la ricchezza degli Himba dipende dal numero di bestiame posseduto. I bovini sono anche utilizzati per pagare multe e risarcimenti. Proprio per assicurare pascolo alle mandrie gli Himba si spostano continuamente, spostando così i loro villaggi costituiti da case molto rudimentali, fatte di legni e rami contorte, e ricoperte da una miscugli di paglia e sterco bovino essiccato al sole.

Gli Himba dedicano lunghe ore alla cura del proprio corpo. Quasi maniacale è l’attenzione che pongono alle loro acconciature, espressione dello status sociale. Gli Himba identificano le loro treccine con le lunghe corna lunate degli zebù.


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