Vi è’ mai capitato di non dormire? Quando fuori piove (non di rado in questi giorni), il buio e’ totale (e a me non piace, non mi è mai piaciuto), e i pensieri vi assalgono.

Li, nella stanza di fianco,oltre alle pulci, ci sono le valigie aperte, le calze per terra, le borse da mare accatastate. Il compito più vicino quello di prepararle. Si sa, stare via un mese dall’altra parte del mondo significa pensare prima a medicine, vestiti, scarpe, occhiali da sole, computer per lavorare, libri per leggere, creme per proteggersi.

Eppure tu sai, dentro di te, che per qualche motivo che quel che dovresti fare e’ non allontanarti. Che il tuo posto, quell’anno li, non è a 15.000 km da casa. Che la tua vita, i tuoi affetti, i tuoi doveri di nipote o di figlio ti chiamano molto più vicino.

Nonostante le valigie abbandonate sul pavimento, i biglietti già pronti, gli alberghi già prenotati.

E non dormi.

Ecco, e quando alla mattina racconti il tuo pensiero e le pulci ti guardano come un extraterrestre atterrato nella notte nel loro corridoio colorato, sai che stai facendo la cosa giusta quando alla domanda “ma perché mamma?” Tu rispondi sorridendo che nella vita prima di te e dei tuoi desideri ci sono i bisogni delle persone più anziane che un tempo ti hanno curato e che il vero viaggio si può fare sempre e comunque, anche dietro a casa, quando sono gli occhi curiosi che scoprono il mondo ad aprirsi.

E che quello del biglietto li in soggiorno accanto ai passaporti e agli zaini lo faremo certo, noi quattro, sempre, magari solo tra qualche mese (winter is coming diceva ad agosto il mio taxista di New York… Per intenderci!)

 

 

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Pubblicato in: Destinazioni Europee

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