Arctic_crawler2Sicuramente l’emozione e l’attesa sono al settimo cielo. Sia fra gli adulti che fra i bambini.

Si prende il treno a Winnipeg, la capitale del Manitoba (è la provincia del Canada centrale, con sterminate pianure, che ha legato il suo nome alla farina. E’ una grande produttrice di grano).

Un viaggio mozzafiato che si spinge nelle sterminate distese del Grande Nord.

Trentasei ore durante le quali non si dorme mai (davvero, è non è colpa dei ragazzi). Si ascoltano i racconti di chi è già stato e ha assistito alla sfilata degli orsi polari, su a Churchill.

Il treno segue fino a Dauphin su una direttrice simile a quella stradale, poi sconfina a Saskatchewan e si raggiunge Thompson (a 1149 metri).

Si costeggia un tratto del Nelson River, infine si imboccano i 250 km di rettifilo per raggiungere dopo milleseicentonovantesette chilometri Churchill, sulla Baia di Hudson.

Questo minuscolo borgo è l’unica località del mondo occidentale a essere infatti l’habitat degli orsi polari. I giganti candidi, che ispirano tenerezza perché paiono simili agli orsi di peluche che tutti i bambini (canadesi e non) stringono per addormentarsi, si spingono (ahia) qui per cacciare le foche quando in autunno si forma il ghiaccio sulla baia.

Ma può accadere di tutto. Che attraversino le sue strade e circolino nell’abitato anche negli altri mesi dell’anno, spinti dalla ricerca del cibo.

Per osservarli e vederli da vicino si usano speciali mezzi di trasporto (BUGGY) con alti penumatici dentati. Sono super blindati e hanno vetri antisfondamento. Quando riesci a vederli da vicino, che si alzano sulle zampe posteriori e tentano di aprire l’abitacolo spalancando le enormi bocche dagli affilati canini sono davvero paurosi.

Oppure se si avvicinano quieti al contrario verrebbe voglia di scendere e accarezzarli, magari a giocare con loro. Ovviamente proibito, rischio la vita.

Un trionfo costante della natura che manda in visibilio tutti. Ma proprio tutti.

 

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Pubblicato in: Destinazioni Europee

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