Eliminare è la parola d’ordine, spogliarsi di tutto quel che non serve per lasciare al corpo e allo spirito la possibilità di ricaricarsi di nuove energie, facendo pulizia di tutte le tossine accumulate. Panchakarma è proprio questo: cinque (pancha in sanscrito) trattamenti (karma, azione) di pulizia profonda per disintossicare il corpo e lo spirito. Secondo la tradizione ayurvedica, ogni persona dovrebbe compierle almeno una volta all’anno, per 21 giorni consecutivi.  È indispensabile in un programma cosi intenso attenersi alle indicazioni di un medico ayurvedico, che valuti lo stato di partenza e segua ogni passo della procedura.

Innanzitutto si deve preparare il corpo ai trattamenti, con una dieta di almeno una settimana che elimini latticini, carne, zucchero, caffeina, alcol e cibi lavorati, tutti considerati un peso per la digestione, e bevendo solo acqua calda tra i pasti, per rafforzare il potere digestivo. La preparazione dei veri e propri trattamenti prevede anche alcune misure pre-purificatorie: snehana, un massaggio con olio applicato su tutto il corpo con una tecnica che stimola l’espulsione delle tossine, e swedana, un bagno di vapore che favorisce la traspirazione e che viene praticato dopo il massaggio.

A questo punto inizia il panchakarma. La sequenza e la somministrazione dei trattamenti variano a seconda del disequilibrio dei dosha di ciascuno e della costituzione individuali: pitta, vata e khapa (per chi non lo sapesse l’ayurveda prevede tre costituzioni o dosha che sono: aria – vata, fuoco -pitta e acqua – kapha. Noi tutti conteniamo vata, pitta e kapha, ma è la loro particolare combinazione e renderci ciò che siamo).

Virechan, il primo dei cinque karma, prevede l’assunzione di un lassativo che ha la finalità di liberare l’intestino dalle tossine. Si effettua dopo alcuni giorni di semidigiuno e di massaggi nel corso dei quali viene somministrata una quantità variabile di ghee (burro chiarificato addizionato di erbe terapeutiche). Si ricomincia quindi ad alimentarsi con una dieta molto leggera a base di acqua di riso, via via resa più densa grazie alla presenza di riso e dahl, per concludere con il “khichdi”, una specie di risotto con spezie e lenticchie.

Basti prevede la somministrazione di clisteri con preparati a base di decotti di erbe e olio di sesamo il colon viene liberato da gonfiore e costipazione. Sono così anche introdotti nell’organismo i medicamenti mirati che verranno così assorbiti più rapidamente.

Vamana, la terapia emetica, ha la funzione di pulire lo stomaco da ”ama”, le tossine della cattiva digestione. Si cena con riso stracotto, condito con burro chiarificato, il ghee. Il mattino della pra­tica, invece, si assume yogurt insieme a uno o due bicchieri di un decotto che provoca la nausea e a un preparato ottenuto facendo bollire una tazza di liquirizia in quattro litri d’acqua o di latte. L’effetto è immediato: insieme al liquido ingerito, si vomitano le tossine. Ma, soprattutto, secondo la tradizione ayurvedica si rimuovono cosi anche le impurità del passato, emozioni, dolore e rabbia.

Nasya la purificazione delle vie nasali per eliminare gli accumuli di muco è a base gocce di erbe nel naso con massaggio alle narici per eliminare la congestione, l’emicrania, contrastare i sintomi della sinusite e le disfunzioni uditive e visive. Rakta moksha è un trattamento che viene praticato solo in casi particolari (gotta, fegato e milza ingrossati) e sempre più spesso sostituito dalla somministrazione di erbe che hanno la funzione di purificare il sangue. Si tratta di un salasso che in alcuni centri viene tuttora eseguito tramite l’applicazione di sangisughe.

In diverse strutture che eseguono il panchakarma viene proposto come trattamento aggiuntivo il Rasayana, sette o più giorni di trattamenti dedicati a rinforzare il sistema immunitario, per avviare un circolo virtuoso di benessere associato a un periodo di yoga, meditazione e dieta sana.

DOVE ANDARE

In Italia è possibile farsi seguire in un panchakarma sulle colline novaresi, alla clinica Marahishi (ayurveda-maharishi.net). Ogni trattamento è individualizzato, i trattamenti durano da tre fino a dieci giorni. Per ottenere il massimo dell’efficacia preventiva si dovrebbe seguire il trattamento ad ogni cambio di stagione.

Oppure vicino ad Ancona, a Corinaldo, all’Ashram Joytinat (joynat.it). Qui, insieme al panchakama, quotidianamente si praticano yoga, meditazione e abyangam (massaggio ayurvedico). Con il Maestro Swami Joythimayananda si apprendono le basi dell’Ayurveda per continuare ad applicarne i principi anche a casa.

A Milano è possibile rivolgersi ad Ayurvedic Point (ayurvedicpoint.it).

Per chi ha tempo , voglia, possibilità  di farlo, il KARE Ayurveda e Yoga Retreat (karehealth.com), sulle colline che fiancheggiano le acque tranquille del lago Muls, vicino a Pune, in India, è un’oasi di Iyengar yoga e dieta ayurvedica. Medici, terapisti, nutrizionisti e paramedici sempre in loco per garantire i migliori trattamenti.

 

 


 

 

Khichdi e Agni

Secondo l’Ayurveda il corpo deve essere il piu possibile libero da tossine al fine di mantenere  l’equilibrio ed evitare l’insorgenza di malattie. Tutto ciò che mangiamo si trasforma, all’interno del nostro corpo, nei nostri fluidi e tessuti. A regolare questo processo è Agni, il fuoco metabolico, l’energia che trasforma gli alimenti. Quando Agni è debole il cibo non viene digerito nella maniera corretta lasciando nell’organismo dei residui, gli AMA, ciò che in medicina moderna identifichiamo con le tossine. L’accumularsi di AMA all’interno dell’organismo impedisce il regolare scorrimento dei dosha, provocando ostruzioni dei canali del corpo, prima causa del manifestarsi dei disturbi e della conseguente insorgenza di malattie. Dunque il primo passo è sicuramente quello di aumentare il fuoco digestivo, ma prima di questo dobbiamo alleggerire il carico di lavoro all’interno del nostro stomaco. Il modo suggerito dall’ayurveda è quello di iniziare con una dieta a base di khichdi, il pasto ayurvedico più completo, semplice da preparare e facile da digerire, a base di riso, Moong Dal, spezie, ghee e verdure. Secondo l’Ayurveda si dovrebbe procedere con questa dieta per almeno una settimana.  Iniziate la mattina, alzandovi presto e sorseggiando acqua calda ed una tisana detox a base di cumino, coriandolo e finocchio.

La ricetta: mettere in ammollo per mezz’ora 2 tazze di riso basmati e 1 tazza di fagioli mung. Risciacquare. In 2 cucchiai di ghee far polvere di cumino (1 cucchiaino), semi di coriandolo (1 cucchiaino), polvere di curcuma (un pizzico), aggiungere 10 tazze d’acqua, unire fagioli e riso, 2 cucchiaini di zenzero, 4 capsule di cardamomo, un pizzico di sale. Infine coprire con coperchio e lasciar bollire fino a quando i fagioli sono teneri.

 

 

 

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Pubblicato in: Destinazioni Europee

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