mercato delle spezie, IstanbulUna massa di gente che si sposta. Strade letteralmente ferme e intasate da automobili, persone in ogni angolo. Semafori inesistenti, mezzi stracolmi. Bancherelle di cibi profumati. E poi terrazze, lucidascarpe, petroliere, minareti. Ecco Istanbul.

Mentre camminate sulle rive del Bosforo, a Bebek, guardando il ponte sospeso tra l’Oriente e l’Occidente, con quell’aria marittima che si respira, guardate il blu del mare e del cielo, i pescatori e le barche attraccate, i caffè e i ristoranti pieds dans l’eau. Respirate l’aria densa di cultura e arte, editoria e moda. Odore di vacanza e di città insieme. Mescolatevi con le persone del posto, entrare nei ristoranti nascosti nel mercato, quelli da un euro e sei pieno, dove l’inglese è una strana lingua, sicuramente incomprensibile.

Istanbul è questa. Contrasti e vita.

Cosa fare?

Uno. La vecchia Sultanahmet. Dedicate una mattinata a una visita del palazzo di Topkapi. Poi, via verso Santa Sofia e la Moschea Blu (qualche numero, bisogna darlo: ci sono 260 finestre, 26 colonne, 36 cupole, 6 minareti tutti della stessa altezza). E lì dietro, l’enorme cisterna bizantina Yerebatan Sarayi, con le colossali teste di Medusa rovesciate a sostegno di due delle 336 colonne.

Due. Perdetevi nel labirinto del Gran Bazar. Fuori dalla porta 14, a nord est, entrate dal portone che conduce alle zone dei magazzini, cercate Büyük Valide Han, un reticolo di gallerie popolate da botteghe artigiane: cinture, cappelli di feltro, accappatoi, lampadari. Salite ancora e vi troverete sugli interminabili camminamenti dei tetti a cupole che dominano Bazar, il Bosforo, il Corno d’Oro, il mar di Marmara. Avete in mente l’ultimo James Bond? Riguardatelo (e comunque è un bel vedere Daniel Craig..)

Tre. Il Museo Koc. Perdersi dentro, perderci un giorno. Lungo le sponde del Corno d’Oro, a dieci minuti da Taksim, il più grande museo turco dedicato alla storia dei trasporti. Oltre 10.000 oggetti in esposizione, un autentico capolavoro di archeologia industriale. Ci si può fermare a mangiare, anche un toast è prelibato (nota di colore: si affitta anche per cene, eventi, matrimoni. Ideuzza?).

Quattro. Percorrere la Istiklal, proprio fino in fondo, dove i turisti diradano e la città diventa della gente del posto. Questa è la strada dei negozi e delle vecchie ambasciate. È pedonale ma percorsa da un vecchio, storico tram.

Cinque. Raggiungete Rumeli Hisari, e lì sedetevi a un caffè per guardare a un passo dal mare passare i sommergibili insieme alle petroliere, sullo sfondo una città che vive e che cresce.

Sei. Il Bosforo: in ogni modo, sempre e comunque. Il Bosforo è vita a Istanbul. Si muove, con le sue barche e le sue petroliere, con i suoi traghetti. I suoi tramonti. Le terrazze che lo guardano e lo ammirano. Il ponte che lo attraversa. A proposito, attraversare il Bosforo, e passare dall’Europa all’Asia.

Sette. I palazzi del Dolmabache e del Beleyrbei, la riva europea e quella asiatica. La ricchezza e lo splendore di sale e giardini.

Otto. Spingersi sulla costa fino al Mar Nero. Curiosare gli antichi borghi, arrivare sulla spiaggia, fermarsi in uno dei ristoranti locali per una scorpacciata di pesce freschissimo.

Nove. Un giro in calesse all’isola dei Principi. Romantico! Si raggiunge in circa un’ora e mezzo di traghetto. Sull’isola sono bandite le auto, perciò ci si può muovere a piedi, in bici o proprio con il calesse.

Dieci. I ristoranti con vista, very cool. A partire dall’Ulus, per poi proseguire con il 5Kat e il 360. Godrete di viste a dir poco imbarazzanti (tanto son belle), dove mangiare guardando l’incredibile panorama, e lo sterminato numero di terrazze.

 

DORMIRE

Sono di parte. L’albergo più bello del mondo. Parlo del Four Seasons The Bosphorus. Vale qualsiasi cifra. Il servizio è perfetto, la vista superlativa, gli ambienti magici, il pancake della mattina superbo. Dei Four Seasons sempre, l’altro, quello nella parte antica, il Four Seasons at Sultanahmet: costruito nell’ex carcere che ha ispirato il film Fuga di mezzanotte. Un brunch di domenica, che vale per tutto il giorno, è un’occasione per viverlo senza lasciarci le penne.

Non si può non ricordare il Pera Palas. Aperto nel 1892 era frequentato dai viaggiatori dell’Orient Express, ospiti fissi Hemingway e Greta Garbo, ma anche Mata Hari e Ataturk. E soprattutto Agatha Christie che alla camera 411 scrisse Assassinio sull’Orient Express (qui si dice vi sia la chiave del posto in cui è ancora custodito il misterioso diario della scrittrice, mai trovato).

E se invece volete risparmiare, ecco un paio di suggerimenti da non raccontare troppo in giro.

Biz Cevahir Hotel, nel cuore della città antica, in un bel palazzo a qualche minuto da Santa Sofia, con arredi in stile turco. Meno di 150 euro a notte, e se non avete un weekend obbligatorio anche meno.

Urban Suites, un piccolo gioiello a pochi passi da Taksim, vista sul Bosforo, come a casa, a meno di 100 euro a notte.

 

Eventi

Istanbul Jazz Festival, ogni anno in luglio

Il Festival della musica di Istanbul da oltre 40 anni, tra maggio e luglio. Ambientato  prevalentemente  all’aperto, vi partecipano orchestre ed artisti di fama internazionale.

Istanbul Design Biennial, Biennale Internazionale del design di Istanbul, tra ottobre e dicembre

 

Arrivare

Con Pegasus Airlines via Orio al Serio, con 250 euro a/r. Più cari Tukish e Alitalia, con numerosi voli quotidiani, sui 400 euro l’a/r.

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