Il primo consiglio è di prendersi del tempo per sè insieme ai propri figli. Se gli astri del cielo si allineano particolarmente bene, anche contro il parere di marito e parenti, andare via con loro. Per settimane, se non mesi.

Sto lavorando intensamente a questo progetto, in ogni dettaglio di tempo che mi rimane, coinvolgendo anche loro (predico bene e razzolo male? mai sia! dotati di strumenti tecnologici e geografici riescono a essere ottimi consulenti, quando serve – e se si divertono).

Il progetto ha un titolo: Un mese a NY

E un sottotitolo: studiano loro, lavoro io

Anche un piano: partenza agli inizi di luglio, serrato programma di campus e lezioni di inglese loro, corsi molto hi tech e redazione io. Trovare un albergo o un appartamento, dotarsi di mezzi per girare facilmente la città e di supporti che se dovessero servire ti senti male a non aver ascoltato il marito (appunto).

I punti aperti sono: meglio un campus sportivo o una full immersion linguistica? Meglio la zona di Central Park o Battery Park (la prima è vicino a tutto, la seconda bhè è un amore a prima vista)? Meglio un albergo o un appartamento? E se di albergo si deve parlare meglio con o senza kitchenette?  E se di campus deve trattarsi uno sport o un’attività tipo canto danza basket vela?

Una domanda sopra tutte: e io, ho superato ogni limite d’età possibile per essere ammessa un summer camp????

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Pubblicato in: Dai sei agli undici anni, East coast, Imparare divertendosi, Lo sapevi che..., Nord America, Sopra i dodici anni, Vacanze shopping

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