Come iniziare a parlare del Carnevale senza partire da Rio? Chi non pensa al Carnevale se si cita Rio? E chi non pensa a Rio se si cita Brasile.

A Rio il Carnevale è emozione e vita. Le scuole di samba per mesi investono tutto il loro patrimonio umano (anche 100.000 iscritti!) per inventare il migliore brano e la migliore coreografia. In un crescendo cittadino di attesa. Lustrini, bottoni, paiettes, non bisogna perdersi per nessun motivo al mondo una visita ai negozi specializzati in forniture per il Carnevale. Una fra tutte, il Cacula, in centro a Rio.

Guardare o sfilare? Sfilare nel Carnevale (ne parlo qui, ma non lo consiglierei a chi ha bambini sotto i dodici anni) è unico: si può sfilare nei cosidetti blocos de rua, oppure scegliere di partecipare con una scuola e ballare nel Sambodromo. Certo in questo caso bisogna considerare e accettare di spendere qualche centinaio di euro (circa trecento, almeno).

Guardare invece, sempre al Sambodromo: si comprano i biglietti, che vengono messi in vendita circa un mese prima. Per comprarli l’unica chance sono le agenzie o i privati. I posti migliori? Senza dubbio i camarotes e i frisas (numerati e cari). Un buon compromesso l’arquibancada, dove vige la legge del chi primo arriva meglio allggia… Solo la domenica e il lunedì sono in gara i campioni e le tariffe salgono.

A proposito dei blocos de rua: questo è un vero e proprio carnevale parallelo a quello ufficiale, meno sfarzoso di certo. Ma altrettanto suggestivo, e senza eguali. Decine di migliaia di persone festanti per la strada. Sfilano con i colori sociali ballando per le strade del proprio quartiere. C’è un calendario ufficiale stampato su tutti i giornali con luoghi e orari.

DOVE DORMIRE

Sono di parte. Non perdersi il Mama Ruisa. Nella zona di Santa Teresa, sicuramente meno conosciuta che Ipanema e Copacabana, ma zona in crescita di anno in anno. Vie tranquille, viali alberati, una zona di certo romantica, anche per le mamme e papà che si corteggiano ancora. Qui solo sette stanze (sette, giuro), per fare un salto indietro nel tempo: fuori un’antica “mansione”, dentro la contemporaneità e tutti i servizi che fanno di un albergo un grande resort. In più una piscina, con altissime palme a circondarla. Un terrazzo infine sulla baia di Guanabara.

Alternativa il Casa Turquesa. A ovest di di Rio, sulla costa Verde, a Paraty. “Turquesa” in portoghese significa “turchese” e questo colore è ovunque: dalla facciata dell’hotel agli interni, dai pavimenti alla piscina. Spazi decorati con muri di pietra e legno brasiliano, toni bianco e avorio, panna e perla, mobili di legno scuro.

 

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