la Reggia di  Caserta
C’era una volta una principessa, che amava percorrere con le sue amiche i viali intorno a casa sua, chiacchierando del più e del meno. C’era una volta un sovrano che aveva voluto che la casa in cui abitare lui e la sua sposa potesse essere la più grande del mondo, la più elegante della terra, la più costoso dell’universo.

Eccole, le reggie. O per dirla più facilmente, la casa della famiglia reale: doveva avere abbastanza stanze per ospitare nobili e servitù di corte, abbastanza tappezzerie di seta, decori d’oro, specchi e cristalli da essere sempre la più bella, abbastanza solida da resistere agli attacchi nemici.

Principesse in abiti sontuosi e principi in carrozza. Feste danzanti e musicisti giocolieri danzatori. Giardini fioriti, fontane zampillanti, scale maestose, tappeti preziosi, statue, scalinate, letti e baldacchini. Emblemi di eleganza e raffinatezza, grandi simboli di storia.

C’era una volta, era il lontano 1751, re Carlo III di Borbone che incaricò della progettazione di una maestosa, scenografica, sontuosa abitazione l’architetto Luigi Vanvitelli. A Caserta. I numeri, sono ancora oggi da Guinness dei primati:44 mila metri quadrati, con un’altezza di 42 metri lungo un fronte di 250 metri, 1200 stanze illuminate da 1790 finestre. Il suo parco si estende per 120 ettari e per 3 km di lunghezza.

E, ancora oggi, tra gli stucchi gli ori e o marmi entriamo nell’Appartamento del Re, scopriamo il Presepe del Settecento con 1200 figure, ci stupiamo di fronte alla Pinacoteca, e al Teatrino di Corte. Nelle sue sontuose sale, tappezzate con seta di San Leucio, ricche di preziose decorazioni, arazzi, mobili e specchi, la nobiltà del tempo partecipava a balli e ricevimenti sfarzosi.

Si può fare una suggestiva passeggiata nei viali del suo parco divisi fra il giardino all’inglese e quello all’italiana.

Si scoprono le fontane e le vasche, dove zampilla l’acqua della Grande Cascata, che precipita con un salto di 78 m d’altezza. Mentre statue di ninfe, satiri e divinità spuntano fra alberi secolari e boschetti frondosi.

 

Curiosità Non dimenticare di comprare gli spiritelli portafortuna: si dice che se si rompono per caso (non dovete farlo voi!) il desiderio che contengono di avvera. Piccoli cocci di terracotta dipinta a mano in cui secondo la leggeneda dimorano i folletti di Caserta vecchia.

 

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