Quando ero sdraiata sulla mia poltrona nel patio del Carimar pensavo che poteva assomigliare a Melrose Place. Ai Caraibi.

Pensavo alle famiglie di amici con cui condividere appena possibile l'esperienza.

Si perché al Carimar ci sono solo appartamenti, con due camere due bagni cucina patio o terrazzo. Poche, tutte fronte mare. Ci sono i campi da tennis e il servizio lavanderia. Il Ping pong e gli sport acquatici.

Si vive Anguilla come a casa: affitti una macchina, vai a fare la spesa, cucini gli spaghetti o l'aragosta se ti va, fai il bucato e aspetti l'ora delle notizie al telegiornale. Compri il quotidiano (abbinato al The Anguillian, giusto per essere locale), chiacchieri con la receptionist sulle previsioni del tempo, scegli una volta alla settimana dove concederti una cena da mille e una notte.

C'è una delle spiagge più belle di Anguilla a non più di dieci passi da casa (Meads Bay), e il miglior posto dell'isola per mangiare (il Beach Shak di Blanchard).

Eccomi, ora che sto per tornare, posso provare a convincere quel gruppo di amici. Perché ne vale proprio la pena.

Perché anche questa, che è considerata star dei Caraibi, possa essere considerata una metà accessibile. Come va di moda, il lusso accessibile.

 

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Pubblicato in: Caraibi, Dai sei agli undici anni, Dai tre ai sei anni, Le meraviglie del mare e degli abissi, Lo sapevi che..., Sopra i dodici anni, Sotto i tre anni

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