Da primo approdo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, avvenuto il 6 dicembre del 1492, a meta turistica alla moda negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso per vacanzieri in cerca di sole, spiagge infinite, barriere coralline e mare blu, la Repubblica Dominicana, più nota come Santo Domingo, dal nome della sua fascinosa capitale, occupa la parte orientale di Hispaniola, che condivide con la Repubblica di Haiti.  Visitarla è una occasione per i ragazzi per sfogliare il grande libro della storia della scoperta dell’America, di trovarsi a tu per tu con le balene e di passare alcuni giorni a contatto diretto con la natura.Il Paese oggi scommette sull’ambiente e sul turismo eco-sostenibile. Scelta accorta, poiché in soli 48.730 kmq di superficie, quasi il doppio della Sicilia, pari allo 0,04% della superficie della Terra, è concentrato il 5% della biodiversità mondiale. Zoo a cielo aperto, in questi habitat vivono alcuni animali in via d’estinzione come la jutía, strano e buffo roditore, e la cotorra, vistoso pappagallo, protagonista di storie fantastiche per bambini.  Si sale lungo i tornanti della valle del Cibao, nel cuore del Paese, delirio verde con visioni mozzafiato su valli assediate da fitte foreste e dominate dal Pico Duarte che con i suoi 3175 m è la vetta più alta di tutti i Carabi. Questo è il regno del cedro, del noce e della palma Mancala che popolano i parchi nazionali Armando Bermudez e José del Carmen Ramirez. Qui nidifica l’uccello delle palme. Simbolo dell’isola, questo passeriforme è una specie endemica che costruisce il proprio nido sulle palme in particolare sulla palma reale. Enorme, può raggiungere i 180 cm di larghezza e 120 d’altezza. Al nord lagune, cascate e balene. È soprattutto nella parte settentrionale che la natura esuberante della Repubblica Dominicana rivela tutto il suo splendore tropicale. Come quello della Laguna Grí-Grí nei pressi del villaggio di pescatori Río San Juan, che si specchia nelle acque smeraldo dell’estuario dell’omonimo fiume, formata da un corso d’acqua sotterraneo originato dal carsismo delle rocce calcaree della zona. Nell’ora magica del tramonto nuvole candide si profilano all’orizzonte. Sono le perfette formazioni di garzette e aironi che arrivano ai loro nidi per passarvi la notte. Mentre, nel cielo cobalto, volteggiano aquile di mare dalla testa bianca in perenne caccia. Più oltre, a circa 20 km da Las Terrenas, gradevole centro balneare, si sale a cavallo sulle colline della Sierra di Samaná fra ibischi e piante di cacao fino a El Salto del Limon. Una ferita incisa tra gli alberi da acque spumeggianti che si precipitano da un’altezza di 67 m e che formano alla base della cascata, dove si può nuotare senza pericolo, un occhio di smeraldo incastonato fra felci arboree. Con una barca a motore da Sánchez, villaggio di pescatori sulla baia di Samaná, si raggiungono i labirinti delle cuevas del Parque Nacional los Haitises, un tempo abitate dai Taino. Nell’interno graffiti complessi e policromi ne raccontano la storia di questo popolo ormai scomparso. È qui che i protagonisti del reality show televisivo “L’isola dei famosi” hanno vissuto le loro improbabili avventure.  Le balene si esibiscono ogni anno in uno show spettacolare nella parte più esterna della baia di Samaná sotto gli occhi attoniti di centinaia di turisti. Arrivano dalla Groenlandia per accoppiarsi e partorire dopo aver percorso 5600 km. Si avvistano facilmente nelle acque di fronte a Cayo Levantado, isolotto dove le signore degli oceani sono particolarmente giocose e socievoli e si lasciano fotografare come delle star.

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Pubblicato in: Le meraviglie del mare e degli abissi, Lo sapevi che...

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