Quando ci vado (e, senza dubbio, è al posto al mondo dove sono stata di più e più a lungo possibile, per varie vicissitudini anche personali e ante-pulci) mi innamoro perdutamente ogni volta di nuovo.

Ritorno senza mai mancare in alcuni posti:

–   il ponte tra l’Ile St-Louis e l’Ile de la Citè, con un gelato da Berthillon, anche in pieno inverno;

–   la Rue des Crepes a Montparnasse, una sera. Con sidro (anche analcolico) d’obbligo;

–   una camminata per gli Champs Elysees. Turistico si, unico anche. Si scende in metro a La Concorde e si cammina fino in fondo, lassù, all’Arco (e dietro la Defense). Contate un pomeriggio, non meno; mettetevi scarpe comode; fermatevi con loro a al Disney store sugli Champs così hanno una meta/metà – e per l’altro pezzo, promettetegli la salita sull’Arc de Triomphe);

–   un pranzo a Montmartre (se volete fermarvi: andate da Chez Plumeau, in Place du Cavalaire);

– un giro per la Citè Universitaire: forse ci studieranno (anche) loro. E’ nel XIV Arrondissement dove non si va quasi mai (e solo fosse anche per Thevenin, andateci: è il pane più buono  di tutta Parigi).

Ora nevica, e io sono ancora più innamorata.

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Pubblicato in: Dai sei agli undici anni, Dai tre ai sei anni, Destinazioni Europee, Francia, Peccati di gola (food and travel)

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