Le pulci erano piccole quando ci siamo stati la prima volta.

Cresciute quando ci siamo tornati, poco fa. Di passaggio la prima volta, come destinazione la seconda.E in due frasi ho detto tutto: vale la pena arrivarci.

Perché questa è la terra del silenzio, dei grandi spazi, degli stagni, dei fenicotteri rosa, dei tori e dei cavalli selvaggi, degli stormi di uccelli migratori.

Incastonata alla foce del Rodano, in Provenza, nella Francia del sud, la Camargue è una terra incontaminata, dove la natura è sovrana.

 Si inizia la scoperta di questo mondo terra-acqua dal minuscolo borgo di Saintes-Maries-de-la-Mer. Un pugno di case basse e bianche, a pochi passi dal mare, dominate dalla chiesa in pietra color ocra che ricorda con le sue spesse e alte mura una fortezza inespugnabile.

Si può salire fin sul suo tetto, simile allo scafo rovesciato di una nave e sedersi sulle lastre d’ardesia. Secondo un’antica leggenda secondo cui proprio qui approdarono con la loro una fragile imbarcazione, nel 40 d. C., Maria Jacobé, sorella della Vergine, Maria Salomé, madre degli apostoli Giovanni e Giacomo, e Maria Maddalena in fuga dalla Palestina. Con loro c’era anche Sarah, ancella dalla pelle nera, divenuta nel corso dei secoli la santa patrona di zingari e gitani, che arrivano qui da ogni parte d’Europa per festeggiare il 24 e 25 maggio la loro santa.

All’alba gli istruttori del centro ippico Promemades des Rieges accompagnano a cavallo fino alla Réserve zoologique et botanique de Camargue , dove vivono centinaia di fenicotteri, dalle piume colore rosa tenero, folaghe, germani reali, avocette, svassi e cavalieri d’Italia.

A pochi chilometri sorge Aigues Mortes, borgo antico assediato da saline e stagni, circondato da alte mura turrite. Un angolo di Medio Evo che parla di crociate e di Saint Luis, Luigi il re santo di Francia, ma anche di lunghi assedi, di tragiche guerre di religione e di assalti di pirati venuti dal mare. Si può salire sui remparts, i vertiginosi spalti, e fare il giro delle mura, seguendo lo stretto camminamento che corre da una torre di guardia all’altra costellato di tozzi merli. Lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è superbo: a nord si elevano le alture delle Cévennes , avvolte da fitti boschi di castagni e querce, ad ovest la visione abbacinante delle Salins du Midi, bianchissime saline racchiuse da stretti argini, e ad est la Camargue attraversata dai mille bracci sinuosi del delta del Rodano.

 

Per dormire

Villa Mazarin, ad Aigues Mortes. Pensate che sia un albergo normale? Dimenticatevi l’approssimazione e vivete il particolare. Stanze decorate, colazione da urlo, piscine fiori decori in ogni angolo. Le camere sono grandi e ne hanno di familiari con due letti doppi, con bagni moderni. Un giardino con fontane, cascatelle, piscine con pesci e piscine per noi. Stavo dimentindo un idromassaggio riscaldato e coperto. Oui.

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