IMG-20130621-00339Era il 1992. Festival del Cinema. Venezia in fermento, il Lido preso d’assalto, i traghetti da San Marco pienissimi di turisti che anche solo per una giornata volevano assaporare il gusto del mondo fatato della cinepresa.

Un pranzo in un posto meraviglioso (offerta da colui che sarebbe diventato mio suocero), una ragazzina svolazzante nel suo vestitino a fiori colorati. Io!Ed ecco che sulla passeggiata lungo il Canal Grande incontro Abatantuono, nel pieno del successo e della forma, ed è lui che mi chiede un autografo, numero telefono incorporato.

Quel che la mamma mi aveva insegnato di non fare, l’ho fatto: scritto, trasferito, dato. Quello di casa, non c’erano i cellulari.

Super controllabile. E infatti.

Ci pensavo l’altro giorno. Voglio dire, son passati vent’anni, v e n t i.

E ci ritorno sempre, incredula e stupita come allora: nello scoprirla e lasciarmi trasportare ogni giorno.

Diego ha continuato per la sua strada, io per la mia. Ma quell’incontro è rimasto un segno di Venezia, delle sorprese che sempre riserva.

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