Mia nonna Tilde ha 96 anni e vive a Parma. Spesso la domenica siamo tutti, io e le pulci, a pranzo con lei. Tra tre giorni, ogni anno, arriva Santa Lucia.

Quando ero piccola mi trovavo in una meravigliosa situazione: Santa Lucia arrivava con i suoi doni il 13 dicembre, a casa dei nonni. E poi Babbo Natale portava i doni a casa mia, a Milano, a Natale.

Ho sempre pensato che solo Parma fosse magica (certo, c’erano i nonni, e questo significava qualcosa!): due giorni per i regali, e pure nello stesso mese.

Per riceverli, d’obbligo i riti (oltre a esser stata brava a scuola e gentile con la mamma e la maestra):

  • cantare davanti alla finestra il ritornello del caso (Santa Lucia bella, dei bimbi sei la stella, per il mondo vai e vai, e non ti stanchi mai. Con l’asinello alato, e il bel ceston fatato, tu porti tanti doni a tutti i bimbi buoni e cenere e carbone a tutti i cattivoni)
  • preparare il cibo per la notte, la sosta si sa, è un momento ristoratore per tutti (Babbo Natale, la Befana, e anche Santa Lucia). Latte, biscotti, qualche mandarino e poi le carote per l’asinello (vi siete mai chieste o vi hanno mai chiesto le pulci come fanno Babbo Natale o la Befana a non pesare ormai come una balena spiaggiata? Come fanno a mangiare tutta la notte in tutto il mondo in tutte le case e non scoppiare? Io pensavo che poi Babbo Natale andasse addirittura in letargo, per riprendersi dalle fatiche mangerecce)
  • andare a coricarsi presto, e non provare ad alzarsi di soppiatto, pena l’esclusione dal giro della Santa (apriamo parentesi: chi non ha mai pensato di rimanere sveglio ad aspettare il momento dell’entrata in casa?)

Confesso: la magia di Santa Lucia era tale che quando ho iniziato a pensare, capire, scoprire che in qualche modo i nonni potessero c’entrare, ho speso tutti i miei risparmi (avevo dieci anni) in una pasticceria e ho nascosto di notte i miei dolci in un angolo del soggiorno. Volevo convincerli che la magia esisteva (la campanella che suona, solo per chi ci crede).

Santa Lucia portava il carbone più buono del mondo, tutto nero e zuccheroso. Cioccolatini, caramelle e tutte quelle cose che in genere le mamme inorridiscono al solo pensarci.

Ma Santa Lucia, in realtà arrivava e arriva anche in altri posti. Bergamo, Verona, Catania. Tutti accomunati dal rito:

  • il cibo per lui (l’asinello)
  • il cibo per lei (Lucia)
  • il lumino a iluminar loro la strada (una candela, una luce, un’insegna luminosa)
  • la festa. Le bancherelle di Verona, in piazza Bra, i biscotti di frolla, le processioni di Malpasso (o Belpasso, ora), con i carri e una festa di addirittura dodici giorni (dall’inizio di dicembre).

Ma Santa Lucia è nord. Bianco. Freddo. Luce.

Santa Lucia è poi, anzi, prima, Svezia.

La Svezia festeggia Santa Lucia in ogni casa, in ogni scuola, al lavoro. All’alba del 13 dicembre, migliaia di bambine con una veste bianca, una fascia rossa in vita, una candela accesa in mano, e una coroncina di candele in testa decorate con un intreccio di mirtilli rossi, illuminano il buio inverno svedese. Ogni luogo sceglie la sua Lucia. Ogni Lucia è seguita da damigelle e paggetti che indossano vesti bianche e cappelli con stelle dorate. Il corteo è chiuso da bambini vestiti come folletti. Brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero, per allietare anche i palati.

A Stoccolma, l’1 dicembre, l’incoronazione a Skansen, il museo all’aperto. Ogni giorno, dal 13 al 16 dicembre, concerti e cortei di Santa Lucia. La tradizionale atmosfera natalizia parte proprio da qui.

  • Share on Tumblr

Leggi anche:

Tag: , ,
Pubblicato in: Dai sei agli undici anni, Dai tre ai sei anni, Danimarca, Finlandia, Italia, Nord Europa, Scandinavia, Sotto i tre anni, Svezia, Tradizione & cultura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Scegli la tua categoria..
viaggi e cucina con i bambini
sport e viaggi con i bambini
Mamma mi porti? e' distribuito con licenza creative commons (CC-BY-NC) + copyright Cecilia Bernardini de Pace
Tracked by Hobo