A Brooklyn, con la metropolitana da Manhattan o in macchina in meno di mezz'ora da Battery Park, si arriva al mare. Un tempo era il luogo di divertimento per eccezione. Con le prime montagne russe, del 1927. Caldo, sole, gente, bambini che corrono, modelle sulla passerella in legno, l'oceano. Colori profumi, urla in sottofondo, musica sparata. Il Luna Park, quello che si vede ora, e' rimasto così, esattamente come doveva essere un tempo: vociante, affollato, pieno di zucchero filato di ogni colore. Un aspetto decadente dal fascino irresistibile. Come il Cyclone, il primo rollercoaster, con i binari enormi e in legno, e il trenino come quello delle nostre nonne. Con discese verticali e lunghissime. Fa paura. Anche la ruota panoramica, con le cabine che si alzano e insieme dondolano. E la spiaggia, dietro, non e'affatto male. Di nuovo, niente Caraibi, ma il fascino dell'Oceano, e del ponte di Verrazzano dietro l'angolo (magico il tramonto lungo l'autostrada che da Coney Island ti riporta a Manhattan).

 

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