01_Forte di Bard-panoramicaIeri sera, come tutti gli anni, abbiamo festeggiato insieme, cugini e fratelli, zii e nonna.

Un’occasione unica per stare insieme, al profumo di panettone luci di candele musica di cornamusa.

Ascoltando racconti di vita e di viaggi. Passati e futuri.

Una magia che ogni anno si ripropone e mi meraviglia.

Le pulci intanto sono cresciute e alle vacanze itineranti scelte da noi, magari last minute, si sono sovrapposte vacanze stanziali tra amici e lezioni di sci.

Pulce 1 (che ormai pulce proprio non è, sfiora il metro e 85) ha avuto come regalo una vacanza sci a Gressoney (e chiede di fare un weekend lungo anche a Meribel) ed è da qui che partiamo quest’anno per un magico itinerario nei castelli d’Italia.

E’ come sfogliare un libro di storia. Possenti mura segnate dal tempo raccontano la storia di papi e imperatori, di nobili e capitani, di conti e principi, di mercenari e soldati. Si possono attraversare radure, difendere fortezze, indossare elmetti e armature, conoscere dame e cavalieri, incontrare draghi e fantasmi, creature fantastiche venute da chissà dove.

Una sola chance per riuscirci, anzi due: tornare bambini, o esserlo.

 

  1. Fantasmi 

Un cubo inaccessibile. Lì, a strapiombo sullo sperone che domina il paese e la Val d’Ayas. Senza dubbio una fortezza il castello di Verrès. Non ci sono torri, ma ben centoquarantotto caditoie, botole lungo il cammino di ronda per rovesciare sul nemico sottostante ogni tipo di oggetto contundente. Difesa, attacco. All’interno la sala d’armi con due immensi camini. Ci si scaldava così. Nessun termosifone a quei tempi. A ora di cena nella sala da pranzo, un comodo passavivande che passava i piatti dalla grande cucina, anche qui con tre camini monumentali. E per dormire? A un piano alto non aperto al pubblico gli appartamenti di servizio. Non certo dove fosse la camera da letto della signora del forte, Bianca Maria di Challant. Pare che d’estate però Bianca si aggiri ancora nei pressi della fontana come fantasma, per conoscere i turisti che arrivano fin qui.

 

Si entra nel vivo del tema con la “caccia ai fantasmi” e “il segreto trafugato nel maniero spiritato” organizzati al castello di Rivalta in Val Trebbia. Un autentico borgo medievale. Qui girovagando tra la cucina del rame e la sua cantina, le camere da letto e la sala del biliardo si scopre l’antica leggenda che narra del cuoco Giuseppe, ucciso nel settecento da uno dei maggiordomi, che ancora oggi si manifesterebbe niente poco di meno che accendendo e spegnendo interruttori. Pare che nei lontani anni ‘80, durante una notte in cui era al Castello la principessa Margaret d’Inghilterra, Giuseppe si sarebbe divertito per oltre dieci minuti a mettere in funzione elettrodomestici e altre apparecchiature, spostando quadri e oggetti vari, soprattutto nell’ala del Castello affacciata sul Trebbia, dove si trovava la vecchia cucina. Era sì o no un cuoco?

 

Anche il castello di Strozzavolpe non fa eccezione. Ma qui non si tratta di un umano a ricomparire nelle notti di luna piena: si tratta proprio di una volpe. Bonifazio, Duca e Marchese di Toscana, si ostinava a voler costruire questo castello nonostante vi fosse una strana volpe nei pressi che faceva fuggire anche i cavalieri più coraggiosi. Cominciò così una vera e propria caccia alla volpe, ma nessuno riusciva a catturarla. Ma la cosa più strana è che sembrerebbe che la volpe tenesse lontano i suoi cacciatori sputando fuoco e fiamme dalla bocca. Il principe decise allora di giocare d’astuzia, e nascondendosi nel bosco riuscì a prenderla con una trappola, strozzandola con un laccio. La soddisfazione del principe finì quando il mago di corte gli disse che il castello sarebbe durato quanto il corpo della volpe. Il principe così fece imbalsamare il corpo della volpe riversandoci dentro una grande quantità di oro fuso, nascondendo il tutto in un luogo segreto, forse nelle fondamenta o nelle mura del castello. Ancora oggi, con le notti di luna piena, si può vedere una grossa volpe aggirarsi per il luogo, soprattutto nel fossato oggi prosciugato.

Lo si visita su appuntamento con l’attuale proprietario: camminamento di ronda intorno alle mura perimetrali, collezione di armi antiche, ma soprattutto storie e leggende. E anche un agriturismo per dormire proprio lì, sul posto. Sperando non sia proprio luna piena!

 

  1. Dormire nel castello

E per chi volesse trascorrere una notte proprio dentro alle mura, si dorme nelle antiche torrette di guardia al Castello di Vigoleno. In un borgo medievale alle pendici degli Appennini, la torretta del Lancillotto come set di una notte da castellani per l’intera famiglia. Suggestivo ed emozionante organizzare la visita del castello a tramonto inoltrato, solo a lume di candela, e poi continuare l’avventura dormendo proprio lì.

 

E se la passione per camminamenti e torri è difficile da sedare, anche in pieno centro a Bologna, nella torre Prendiparte, si dorme nella storia. Nata per essere l’estrema e impenetrabile difesa in caso di attacco delle fazioni nemiche, divenuta poi carcere, oggi offre una sistemazione su più piani, per inventarsi una storia della buona notte tra dame e cavalieri.

 

  1. Attività speciali

Al Castello di Bardi, dopo aver visitato le prigioni segrete e la sala di tortura, aver percorso i camminamenti e attraversato le sale dei principi, si partecipa a “Ragnarok”, in cui il bene e il male, tra umani, licantropi, vampiri e uomini-drago, si scontrano per conquistare la supremazia nel mondo. Oppure a “Bardi fantastica”, con magiche avventure: il castello si popola di tante magiche creature che si chiamano elfi, gnomi, folletti e fate.

 

Vestiti in costume i bambini, come in una fiaba, vivono la storia da veri protagonisti scoprendo il passaggio segreto e la storia del Castello di Scipione. Si parte dal cortile d’onore, con i suoi antichi pozzi. L’acqua a quel tempo era un bene raro e prezioso. Lavarsi, bere, pulire? Un’impresa. Lì vicino svetta la torre, con le sue anguste prigioni. Si sale correndo sulla scala dei cavalli, fin su verso la parte più alta del Castello, dove ci si immagina valorosi cavalieri che si battono per la salvezza del maniero. Intorno salotti arredati, affreschi mitologici e preziosi soffitti tutti in legno fino al Salotto del Diavolo, la piccola stanza interamente affrescata con la sua porticina segreta che si apre su un’antica via di fuga: una ripidissima scala a chiocciola che attraversa tutto il Castello e che porta dalla torretta di avvistamento fino a un passaggio sotterraneo. E’ qui che si organizzano serate con lampade a olio in cui si apre proprio quella porticina e si scende quella scala. Un battito accelerato, proprio come la corsa al buio della notte.

 

Dei Robin Hood provetti! Bisogna andare in Alto Adige, a Castel Appiano, una delle fortezze più spettacolari della Val d’Adige. Si sale a piedi fino alla rocca. E ci si insinua attraverso il bosco per seguire il percorso con i 28 obiettivi da centrare. L’arco viene affittato e si prende una lezione introduttiva prima di iniziare.

 

Nel cuore della città di Urbino, all’interno della Rocca di Albornoz, ci si immerge in un Parco tematico medievale. Pare proprio una fortezza inespugnabile, con le sue torri e la sua cinta muraria. Cavalieri e cantastorie, briganti e comandanti, musicisti e artigiani. Sbandieratori, Giullari, tiratori. Tutti in abiti medievali, ci si cimenta nell’assalto al castello, nel tiro con la balestra, nei giochi “della noce” e “infila l’anello” (eh si…, anche nel Medioevo si giocava!)

 

4. Museo nel Castello

Al Castello di San Pelagio, di origini medievali e composto da un’antica torre d’avvistamento, da un corpo centrale e circondato da un immenso giardino, si visita il museo dell’Aria, che espone circa 300 modelli di aerei, dirigibili e mongolfiere. Quando si esce, ci si perde nel vero senso della parola nel giardino che racchiude il Labirinto del Minotauro.

Al Castello di Bardi si va anche per visitare il museo della Fauna e del Bracconaggio, unico in Europa, e la Sala degli Alpini, con una mostra delle divise alpine del secolo scorso.

Un nome. Forte di Bard. Era fortezza di sbarramento, costruita dai Savoia nell’800. Riveste uno sperone roccioso che domina la vallata d’Aosta. Ospita il museo delle Alpi, che racconta la montagna in 29 sale attraverso installazioni multimediali. Riservato ai più piccoli lo spazio ludico “Le Alpi dei ragazzi”, per sperimentarsi in un’ascesa virtuale al Monte Bianco. In 9 fasi successive attraverso 9 sale.

 

Val d’ Aosta da ottime premesse insomma….

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