Grotte CastellanaIl caschetto, wow. Mi piace.

Divertente (e un po’ pauroso) avventurarsi negli antri bui nella pancia della terra, tra pareti di roccia e grotte misteriose.

Con il buio che c’è laggiù non sarà meglio portarsi una lampada? Ma è sopra al casco, la lampadina, mi sembra proprio di essere uno speleologo.

Stalattiti e stalagmiti. Alzi la mano chi sa la differenza. Prometto che la imparo a Toirano, nella Grotta di Santa Lucia dove c’è una stalagmite (quelle che salgono dal pavimento!) ricoperta di cristalli di argonite. Quasi una forma extraterrestre. E che paura quella grotta laggiù (non per niente si chiama grotta della Basura, che vuol dire strega), con quello scheletro di orso preistorico. Qui ci devono aver abitato anche loro milioni di anni fa.

Ma lo sai che le stalattiti e le stalagmiti sono vive? Si è vero, crescono anche loro, e qui continuano di giorno in giorno a diventare più grandi. Lo si può vedere nelle Alpi Apuane, alla grotta del Vento. Qui si scopre anche un piccolo fiume, un pozzo di novanta metri perfettamente verticale, e addirittura un canyon sotterraneo. E poi il nome curioso, lo si capisce appena si entra dalla porta blindata: una fortissima folata di vento che viene dalle viscere della montagna. Aiuto, la mamma non me lo farà mai fare. C’è anche un percorso avventura senza sentiero segnato, solo corde di sicurezza, ed esperti speleologi a guidare il cammino. Il nome è un programma(ed è anche il motivo per cui forse solo papà lo farà, non io): “I corridoi delle tenebre”, muniti solo di elmetto, lucina e corde (le uniche limitazioni vere? Altezza 1,40 metri e peso sopra ai 30 kg).

E se un intero chilometro da percorrere a Toirano sembrava lungo che ne dite dei tredici di lunghezza delle grotte di Frasassi? Scherzetto, il percorso così lungo è destinato agli speleologi, per noi c’è solo un chilometro e mezzo. Tra piccoli laghi, stalattiti intarsiate, stalagmiti lucenti, arabeschi di cristallo e alabastro. E poi, evviva, un altro parco avventura. Due percorsi, a difficoltà crescente. Azzurro e rosso. Durata tra le due e le quattro ore. Questa volta ci andiamo, tra cunicoli, strettoie, scivoli, e brevi arrampicate.

 

E a proposito di numeri, un primato da guinness, anche nel nome. Novantotto metri di altezza e trecentosessanta gradini in pietra. La grotta turistica più grande del mondo intero. Si chiama Grotta Gigante, infatti! E’ vicino a Trieste. Ancora stalattiti, ancora stalagmiti, e soprattutto la Colonna Ruggero, la più alta della grotta (12 metri) e antica almeno 200.000 anni.

 

Acqua e sott’acqua, pietra e montagna alle Grotte di Stiffe. Sono interamente attraversate da un impetuoso torrente sotterraneo, tra rapide e cascate. Ce n’è una di venti metri! Fa freddo qui dentro, copriamoci con un impermeabile felpato.

Sempre più al sud, vicino a Salerno, ecco le grotte di Pertosa. Siamo dentro a una montagna vecchia di trentacinque milioni di anni. E’ così vecchia che ci sono state trovate all’interno due palafitte preistoriche! Si sale su una barca e si percorre il fiume sotterraneo. Giunti all’approdo se siamo stanchi scegliamo il percorso più corto se invece ci sentiamo provetti esploratori quello più lungo fino alle cavità della montagna, la Grotta delle Spugne.

A Bari, dall’altra parte dello stivale, scopriamo le Grotte di Castellana. In due ore si cammina sotto terra, a settanta metri di profondità, in un mondo fantastico. Le persone del posto le chiamavano “la casa del diavolo” e pensavano che questa fosse una casa degli spiriti. Si giunge camminando fino alla Grotta Bianca, la cavità più splendente del mondo, di un bianco quasi accecante! Ma la cosa più divertente è l’avventura al buio, proprio come i primi esploratori: solo il caschetto illuminato, tutto intorno lo scuro e noi che ci avventuriamo fino alla Caverna della Civetta, dove iniziamo anche a ricercare gli animali che vivono quaggiù (pipistrelli, coleotteri e crostacei amano vivere proprio da queste parti).

Sempre in Salento la Grotta della Zinzulusa. In dialetto zinzuli vuol dire “stracci appesi”, ed è per questo che è stata chiamata così, dalle tantissimi formazioni calcaree che pendono dal soffitto, proprio come degli stracci appesi. La grotta è proprio sul mare e la si raggiunge proprio così, in mare, in barca. La visita include tre diverse zone, ricche di stalagmiti e stalattiti, dove si alternane acque marine calde e acque dolci fredde. Al suo interno sono stati ritrovati fossili di uccelli, felini, cervi, elefanti, orsi e altri animali che l’hanno abitata nell’antichità.

 

E poi ancora mare, in Sardegna, a Su Mannau. “Giovane” quindici milioni di anni e con i suoi lunghissimi otto chilometri, in questa caverna si incontrano laghetti, cascatelle  e pozzi. Ma soprattutto si fa la conoscenza di un piccolo gamberetto di origine marina, lo Stenasellus nuragicus, di colore bianco trasparente e senza occhi (che sono proprio inutili nel buio totale delle grotte).

Ancora animali, ma questa volta preistorici nella grotta di Castelli Tesino, a quasi mille metri sul livello del mare. Proprio qui dentro si possono vedere i segni dell’Ursus Speleus Ros, l’orso delle Caverne, che viveva quassù ai tempi degli uomini preistorici del quaternario. Unica e preziosa traccia! (bisogna avere almeno sei anni, si sale per quaranta minuti poi su appuntamento si entra. Vietata ai claustrofobici!)

 

Dove

Grotte di Toirano, 
Via alle Grotte
 17055 Toirano (SV)

Grotta del Vento, Comune di Vergemoli
 Provincia di Lucca

Grotte di Frasassi, 60040 Genga (Ancona)

Grotta Gigante, Borgo 42/a
 34010, Sgonico (TS)

Grotte di Stiffe, Via del Mulino, 2 – Loc. Stiffe
 San Demetrio ne’Vestini (L’Aquila)

Grotte di Pertosa Muraglione Salerno

Grotte Zinzulusa, Castro Marina (Lecce)

Grotta di Su Mannau, Fluminimaggiore (Carbonia Iglesias)

Grotte di Castello Tesino (Trento)

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