Sveglia all’alba. Si deve. Per rispettare i tempi e ottimizzare il viaggio. Prima tappa. Il villaggio di Babbo Natale. Brevissima tratta da Rovaniemi, si arriva ancora con buio completo. Il sole qui sorge verso le dieci (sorge significa che è basso all’orizzonte, con un’alba che dura fino al tramonto). L’atmosfera e’ unica. Immersi in un manto bianco, una musica natalizia di sottofondo, gli alberi illuminati e con scie cadenti e illuminate. Un filo azzurro come una stella cadente orizzontale segna il circolo polare artico. Si entra nella casa dove si incontra Babbo Natale, una stanza che si raggiunge ordinati e lenti in fila indiana, per foto e video di rito. Pulce f2 (9 anni suonati, la codina, e gli occhiali per non perderai nemmeno una virgola) emozionata, io la seguo incantata, quando gli stringo la mano. Certo, qualcosa di commerciale c’è’, tutto e’ fatto per aumentare i gadget e suscitare desideri.

Le elfette e gli elfi che guidano le renne in un’atmosfera imbiancata e ovattata sono gentili e sorridenti, ed eleganti nei loro abiti di lana colorati.
Poco lontano, si prova la motoslitta, anche per i piu piccoli. divertente. Cosi come la patente di guida di provetto guidatore di motoslitta. Firmata da Babbo Natale, personalizzata con nome giorno e…temperatura.

Attorno la Lapponia che immaginavo, no di più.

 

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